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Un gruppo di materiali architettonici in stucco e la più antica basilica di Tusculum

Published online by Cambridge University Press:  23 May 2024

Francesco De Stefano
Affiliation:
Università degli Studi di Roma La Sapienza
Antonio Pizzo
Affiliation:
Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma - CSIC
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Riassunto

Tra il 2019 e il 2022 un nuovo programma di ricerche nell'area monumentale di Tusculum è stato dedicato all'indagine del versante sud-orientale della piazza forense, occupato dalla basilica di epoca imperiale e da un edificio la cui interpretazione è da lungo tempo incerta. Le indagini archeologiche hanno consentito di acquisire dati di rilevante interesse ai fini della ricostruzione delle fasi di occupazione di questo settore della città e sulla successione dei monumenti che qui furono edificati nel corso del tempo. Tra le scoperte effettuate spicca un gruppo di frammenti pertinenti a un apparato architettonico in stucco policromo caratterizzato dalla presenza di capitelli corinzieggianti di tipo figurato. Lo stato di conservazione e le caratteristiche tecniche e stilistiche di tali materiali, consentono di sviluppare alcune riflessioni sul contesto monumentale cui essi appartenevano e l'orizzonte storico-culturale entro il quale questo sistema decorativo venne realizzato. In questo contributo, dunque, proponiamo un'analisi tecnica e stilistico-formale di questi reperti, un tentativo di ricomposizione dello schema architettonico che essi componevano e un'ipotesi di attribuzione di quest'ultimo a uno degli edifici più dibattuti del foro tuscolano, il cosiddetto “Edificio porticato”. L'esame del contesto stratigrafico di provenienza dei reperti e la ricomposizione dell'impianto del monumento sulla base dei dati archeologici aprono nuove prospettive per la conoscenza della più antica basilica tuscolana.

Abstract

Abstract

Between 2019 and 2022, a new research program in the monumental area of Tusculum has been dedicated to the investigation of the southeastern side of the forum square, in imperial times occupied by the basilica and a building whose interpretation has long been uncertain. The archaeological investigations have enabled the acquisition of data relevant to the reconstruction of the occupation phases of this sector of the city and to the sequence of the monuments that were built here over the course of time. Among the discoveries made, a group of fragments pertaining to an architectural apparatus in polychrome stucco, characterized by the presence of Corinthian capitals of a figured type, stands out. The state of preservation and the technical and stylistic characteristics of these materials allow us to develop some reflections on the monumental context to which they belonged and the cultural-historical horizon within which this decorative system was realized. In this contribution, therefore, we present a technical and stylistic analysis of these finds, an attempt to reconstruct the architectural scheme they composed, and a hypothesis that attributes them to one of the most debated buildings of the Tuscolan forum, the so-called Edificio porticato. The examination of the stratigraphic context of the finds and the reconstruction of the monument's layout on the basis of the archaeological data provide new perspectives on the oldest basilica at Tusculum.

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Copyright © The Author(s), 2024. Published by Cambridge University Press
Figure 0

Fig. 1. Tusculum, foro. Le Aree 1 e 2 indagate nel corso delle campagne di scavo 2019–22. (Immagine autori.)

Figure 1

Fig. 2. Pianta composita delle fasi dell'area forense, individuate in seguito al riesame sistematico dei dati di scavo e della documentazione d'archivio relativa alle ricerche condotte a Tusculum dall'EEHAR (da Bianco e Pizzo 2023).

Figure 2

Fig. 3. Tusculum, foro. In alto, fotogrammetria del settore sud dell'area indagata nel corso delle campagne 2019–22 con indicazione delle unità stratigrafiche murarie riferibili agli edifici citati nel testo. In basso, pianta di fase del settore sud (fine del II/inizi I secolo a.C.) con indicazione delle unità stratigrafiche da cui provengono i materiali in stucco. (Immagine autori.)

Figure 3

Fig. 4. Frammenti di rivestimento di archivolti (a–e) e frammento del coronamento superiore della lesena (f). (Immagine autori.)

Figure 4

Fig. 5. Frammenti delle volute (a–c), del rivestimento del fusto della lesena con scanalature (d) e elementi floreali (e). (Immagine autori.)

Figure 5

Fig. 6. Protome femminile (a–b), prospetto frontale e del dorso della voluta sinistra (c–d), settore dell'abaco e del coronamento della lesena (e–f). (Immagine autori.)

Figure 6

Fig. 7. Foglie d'acanto. Si noti la foglia connessa alla base del collo della protome femminile (f). (Immagine autori.)

Figure 7

Fig. 8. Ipotesi ricostruttiva dello schema complessivo del sistema architettonico. (Immagine autori.)

Figure 8

Tabella 1. Lista dei capitelli figurati con protome antropomorfa con siti di provenienza e proposte di datazione.

Figure 9

Fig. 9. Ipotesi ricostruttiva del capitello figurato. (Immagine autori.)

Figure 10

Fig. 10. Frammenti di rivestimento in intonaco stuccato (a–c, immagine autori); frammenti di rivestimento parietale in intonaco stuccato con decorazione floreale da un luogo di culto di Pantelleria (d–e, da Lappi 2015, figg. 67–68).

Figure 11

Fig. 11. Capitelli figurati da Taranto (a, da Pensabene and D'Alessio 2009, fig. 29), Arpi (b, da Mazzei 1995, fig. 205), Canosa-San Leucio (c–d, da Pensabene 1990, fig. 18 e tav. CXVII.1) e Brindisi (e–f, riel. autori da brundarte.it).

Figure 12

Fig. 12. Capitelli figurati da Paestum (a, da Von Mercklin 1962, fig. 312), Teggiano/Padula (da Palombi 2020, fig. 9c), Selinunte (c, da Tusa 1954, fig. 3), Naxos (d, da Blank 2000, fig. 11), Vulci (e, da Paolucci e Romualdi 2010, 50) e Cori (f, da Palombi 2020, fig. 15).

Figure 13

Fig. 13. Napoli, Museo Archeologico Nazionale, particolari del cratere apulo a figure rosse dell'Officina del Pittore di Licurgo con motivo della Rankengöttinnen sui due lati del collo (da Museo Archeologico Nazionale di Napoli 2009, 126–27).

Figure 14

Fig. 14. Foglie d'acanto da Tusculum (a–b, foto degli autori), Tegea (c–d, da Bauer 1973, taff. 22.8.d, 23.3.n), Nemea (e, da Roux 1961, pl. 96.1), Epidauro, Propileo (f, da Roux 1961, pl. 78.2) e Olimpia, Philippeion (g, da Roux 1961, pl. 96.2).

Figure 15

Fig. 15. Foglie d'acanto da Tusculum (a–b, foto degli autori), Alessandria (c, da Roux 1961, pl. 94.4), Hermopolis Magna (d, da Bauer 1973, taf. 32.5) e Belevi (e, da Bauer 1973, taf. 31.2).

Figure 16

Fig. 16. Falerii, testa femminile dal santuario dello Scasato (da Wikimedia Commons, Sailko, “Testa femminile con diadema di perle, tempio dello scasato,” licenza CC-by-SA 4.0).

Figure 17

Fig. 17. Città del Vaticano, Museo Gregoriano Etrusco, lastra architettonica in terracotta 14129 (da Gilotta 2002, fig. 1).

Figure 18

Fig. 18. Tusculum, versante meridionale del foro (VI–prima metà del III secolo a.C.) (Immagine R. Bianco e F. De Stefano).

Figure 19

Fig. 19. Tusculum, versante meridionale del foro (seconda metà/fine del III secolo a.C.) (Immagine R. Bianco e F. De Stefano).

Figure 20

Fig. 20. Tusculum, versante meridionale del foro. Strutture messe in luce durante le campagne di scavo 1999–2001 dell'EEHAR e attribuite al cd. “Edificio porticato” mediorepubblicano (da Informe 2000–1, fig. 62).

Figure 21

Fig. 21. Tusculum, versante meridionale del foro. Area di rinvenimento del gruppo di materiali architettonici in stucco. Si noti, dall'alto verso il basso, la pavimentazione della basilica di epica imperiale (US 4), il muro USM 129, in primo piano, e il muro USM 284, contro il quale erano stati in parte accumulati i reperti. (Immagine autori.)

Figure 22

Fig. 22. Ipotesi ricostruttiva della pianta prima basilica di Tusculum e della sua facciata (immagine autori).

Figure 23

Fig. 23. Schemi planimetrici delle basiliche di Tusculum (a), Cosa (b), Paestum (c), Ordona (d), Fano (e), Luni (f) (immagine Autori).