Hostname: page-component-77f85d65b8-6c7dr Total loading time: 0 Render date: 2026-03-27T19:07:39.883Z Has data issue: false hasContentIssue false

Maiores di pietra. L'immagine della famiglia nei monumenti sepolcrali della Regio X

Published online by Cambridge University Press:  18 October 2023

Luca Scalco*
Affiliation:
Università degli studi di Padova
Rights & Permissions [Opens in a new window]

Resumen

L'articolo indaga le immagini di famiglia sui monumenti funerari della Venetia, concentrate per lo più nel corso dell'età giulio-claudia, anche incrociando le informazioni epigrafiche e integrando l'analisi con elaborazioni quantitative. Si registra una certa codificazione del significato parentale, che emerge dallo schema iconografico e viene ribadito dai gesti, mentre abiti e oggetti aiutavano a caratterizzare il singolo ritratto. Non si riconosce una consistente alterazione del significato dell'immagine in base al contesto sociale o alla premorienza di alcuni membri della famiglia. L'analisi permette di comprendere quali fossero le tendenze trasversali su cui la committenza agiva per ritrarre il proprio nucleo domestico, dialogando con il contesto geografico e culturale di appartenenza e sintetizzando la realtà familiare del mondo dei vivi per creare un modello iconico per la comunità dei morti.

Abstract

Abstract

This article investigates the images of families on the funerary monuments of Venetia, mostly dating to the Julian-Claudian period, cross-referencing epigraphic data and integrating quantitative analysis. On these monuments, a certain codification of the significance of parentage can be identified, which emerges from the iconographic scheme and is reaffirmed by the gestures of the figures depicted, while clothes and objects help to characterize individual portraits. It is not possible to recognize consistent alterations to the meaning of the images depending on social context or the fact that some of the family members had already died at the point the monument was erected. This analysis allows us to understand the widespread trends that determined how clients portrayed their own domestic nuclei, in dialogue with the geographic and cultural contexts that they belonged to and synthesizing the family reality of the world of the living, to create an iconic model for the community of the dead.

Information

Type
Article
Creative Commons
Creative Common License - CCCreative Common License - BYCreative Common License - NCCreative Common License - ND
This is an Open Access article, distributed under the terms of the Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives licence (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/), which permits non-commercial re-use, distribution, and reproduction in any medium, provided the original work is unaltered and is properly cited. The written permission of Cambridge University Press must be obtained for commercial re-use or in order to create a derivative work.
Copyright
Copyright © The Author(s), 2023. Published by Cambridge University Press
Figure 0

Fig. 1. Distribuzione quantitativa degli schemi iconografici, dal più al meno frequente. Sigle identificative degli schemi da Scalco 2022. (Elaborazione dell'Autore).

Figure 1

Fig. 2. Gli schemi iconografici in uso nella Regio X, suddivisi nei diversi gruppi indicati in testo. L'elaborazione grafica semplifica in maniera del tutto schematica i tipi ritrattistici e, nel caso dei ritratti infantili e di giovani, anche il genere, privilegiando quello maschile. Nel caso di varianti (v.), sono indicate con 1 se è attestato anche lo schema coniugale inverso (donna-uomo e non uomo-donna e viceversa), o 2 se gli schemi a più registri prevedono associazione di diversi schemi lineari (ad esempio, il Q2a vede sia il 2Ac nel registro inferiore, sia il 2Bc). (Elaborazione dell'Autore da Scalco 2022.)

Figure 2

Fig. 3. La stele dei Barbii da Trieste, con uno schema molto complesso per ritrarre una famiglia particolare nel panorama regionale. (Concessione del prof. O. Harl.)

Figure 3

Fig. 4. Distribuzione geografica delle evidenze, in punto; se la provenienza è imprecisa o incerta, è riferita al centro principale. Gli areogrammi indicano per ciascun centro la ripartizione degli schemi, se derivati dal 2Aa, 2Ab o se non presentano la coppia uomo-donna (Altro). La linea marca la divisione tra le aree est ed ovest in riferimento allo schema base. (Elaborazione dell'Autore su immagine da Google Maps.)

Figure 4

Fig. 5. Distribuzione cronologica degli schemi, approssimata al quarto di secolo. La campitura chiara indica l'attestazione, quella più scura indica la maggiore o minore frequenza dello schema nei vari quarti di secolo. La lunghezza della barra scura è ponderata sul singolo schema, non sull'intero campione. (Elaborazione dell'Autore.)

Figure 5

Fig. 6. Analisi Cluster del rapporto tra schemi e singole parentele riportate dalle epigrafi associate. Pur in presenza di una certa polisemia del singolo schema e di più schemi che descrivono uno stesso tipo di parentela, l'analisi consente di distinguere quindici cluster e di raggrupparli poi in gruppi con coppie (1), con nonni (6); con patroni e famiglie non canoniche (5), quello dei fratelli (2) e infine quelli dei figli singoli (3) o numerosi (4), con diversi cluster interni per numero di genitori, fratelli e coppie coniugali. (Elaborazione dell'Autore.)

Figure 6

Fig. 7. La stele dei Fannii, da Este, con la liberta committente che affianca il patrono, con trascorsi nell'esercito, nello schema 2Ab. (Foto Inst.Neg.Rom. 2184 e concessione del Comune di Verona, Museo Archeologico al Teatro Romano, 22654.)

Figure 7

Fig. 8. La stele dei Cartorii da Padova, di schema Q2f. Una liberta ritrae il marito e i suoi quattro figli, di cui tre ancora vivi, marcando la diversa età attraverso le fattezze dei volti ritratti. (Concessione Comune di Padova – tutti i diritti di legge riservati.)

Figure 8

Fig. 9. La stele di Optata, da S. Canzian d'Isonzo, con due donne anziane vestite e ornate come matrone. (Concessione del Ministero della Cultura, Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia, inv. 51459, foto O. Harl. Divieto di ulteriore riproduzione e duplicazione con qualsiasi mezzo, nonché quello di download e di successiva manipolazione.)

Figure 9

Fig. 10. La stele dei Silii, da Cessalto, di schema 3Cc. Padre e figlio ai lati del registro si scambiano lo sguardo, mentre i genitori sono in dextrarum iunctio. (Su concessione del Ministero della Cultura; riproduzione vietata.)

Figure 10

Fig. 11. Stele di Octavia Exorata, da Verona, in cui patruus, pater e mater attorniano la defunta in una scena di compianto modulata sullo schema 4Cb. (Concessione del Comune di Verona, Museo Maffeiano, inv. 28286.)

Figure 11

Fig. 12. La stele dei Cluttii, da Correzzo, di schema Q2d. Il committente ricorda sé con la moglie, la sorella e i due genitori. (Concessione del Comune di Verona, Museo Maffeiano, 28268.)

Figure 12

Fig. 13. Rilievo degli Oppii da Padova in cui la coppia del pater e quella del filius, entrambe legittime, sono impostate sui due diversi schemi coniugali per favorire la leggibilità del registro figurato. (Concessione del Comune di Padova – tutti i diritti di legge riservati.)